Esodo verso il mare

Capita a tutti. Ogni anno: parti alle quattro del mattino alla volta del mare per passare quella unica settimana di meritato riposo. Parti alle quattro del mattino verso quel sogno che vivi da gennaio, quello di buttarti sul tuo lettino, tirare fuori il tuo bel libro e stare per ore così, col libro sugli occhi e tu che dormi.

Dicevamo, si parte alle quattro del mattino; la prima sosta è all’entrata dell’autostrada dove raccogli amici, parenti, animali abbandonati da stronzi, bagagli e – importantissimo – ogni sorta di cibo fino a quando la macchina non è satura. Nonostante tu debba stare via una settimana, le valigie delle due donne sono sei, devi lasciare giù qualcosa. Opti per il cibo, perché chi abbandona gli animali è stronzo.

Finalmente, alle cinque, dopo aver caricato il mezzo, con un paio di spinte lo si riesce anche a far partire. L’autostrada è liberissima: non c’è un cane in giro. Anzi, ne troviamo uno che vaga – stronzi – e, raccolto, si riparte con la solita spintarella. La musica di sottofondo accompagna il viaggio: hai tirato fuori il tuo repertorio degli anni addietro, quello su cui avevi registrato “Vamos a bailar”, la discutibilissima “Ciapa la galina”, Gianni Morandi e “Da da da“.

Poi il disastro.
Alle sette e ventitre, ecco la catastrofe. Il tuo amico che è seduto di fianco a te grida: “MARE STIAMO ARRIVANDO!”. Mai errore fu più grande. Come per presagio il disco finisce proprio in quel momento, il cielo si riempie di nuvole e il gelo scende tra voi. Dopo qualche chilometro siete fermi. Fermi dietro dodici chilometri di coda. Un incidente causato da un cane; stronzo chi l’ha abbandonato.

Sotto il sole che tramonta alle nove e quaranta, con la macchina che è un forno e con le donne che non smettono di parlare. Così inizia la tua vacanza. Così la maledizione dell’esodo estivo ha colpito il tuo (ormai ex!) amico.

 


18 risposte a "Esodo verso il mare"

  1. La cronaca è degli anni ’80, poiché ora i mesi di feri ce li scordiamo, le partenze sono ignoranti a qualunque ora e spesso più che partenze sono piccole fughe con ritorno veloce. L’unico a essere sempre uguale dal secolo scorso è il maledetto figlio di troia che abbandona il cane.

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    1. Non sono così d’accordo sul fatto che sia cronaca da anni ’80. Per quanto riguarda il simpatico signore che abbandona il cane mi trovi d’accordissimo, invece.

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      1. Certo, le code e tutto i resto ci sono e si saranno sempre. E’ il concetto di vacanza che è mutato. Ormai la vacanza è il viaggio nei paesi lontani. Tutto i resto, a parte per quei pochi che ancora possono permettersi le seconda casa la mare, è breve fuga con lunghi viaggi tormentati da code inenarrabili, bagno veloce in mare, se ci sono i soldi magari cenetta e la sera successiva ritorno a casa.

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          1. Sull crisi ti do ragione, mi gira solo quella virgola di palla che ho quando vedo che dei morti di fame si prendono a botte per accaparrarsi l’ultimo alluginogeno prodotto dalla Apple, facendo la coda dalle 2 di notte per non perdere l’occazione di spendere 800/900 € trovati chissà dove. Scusami non c’entra niente, ma quando si parla di crisi mi viene in mente che c’è veramente, ma non per tutti.

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          2. Io credo che la crisi venga sentita di più da chi non è stato lungimirante. Insomma, le crisi ci sono da sempre, brevi o lunghe: la favola della formica e della cicala è stata scritta da Esopo, parliamo del VI secolo a.C., è chiaro da 2600 (duemilaseicento) anni che chi tiene da parte qualcosa si troverà meno in difficoltà in tempi di magra.
            Poi certamente non voglio far di tutta l’erba un fascio, questo è quello che penso in generale; non andiamo nei casi particolari perché se no non se ne esce più! 😀

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  2. Crisi o non crisi ( e io ti assicuro che me la sto cuccando tutta) almeno una cosa me la sono sempre evitata: le code! 🙂
    Anzi, mi fanno sempre sorridere i vacanzieri che si intruppano in autostrada per risparmiare un paio d’ore…. caspio, ma sei in ferie, chi te lo fa fare di partire da Milano e di piantarti ore in tangenziale a Bologna???

    Siamo pecore, ecco la verità 😀

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  3. No, almeno per le vacanze cerco di evitare l’autostrada, o quantomeno prendo in considerazione la possibilità di uscirne se c’è traffico… mi sembra una cosa assolutamente logica!

    Magari ci metto più tempo (ma tanto sono in ferie, che mi frega?), ma almeno posso continuare a muovermi, fermarmi da qualche parte per uno spuntino, scoprire qualche angolino suggestivo (siamo l?Italia L’Italia! in fondo…).
    Per dirti, vado spesso in Trentino, ed ogni volta prendo la Brennero fino a Peschiera, poi mi faccio la Gardesana fino a Riva e oplà, sono in Trentino, dopo un viaggio rilassato, ultra-panoramico e con qualche eurozzo extra in saccoccia che non finirà nelle tasche dei Benetton…. senza contare i Santi che non vengono impallinati dai miei moccoli in caso di imbottigliamento! 🙂

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  4. Sulla tua nazionalità puoi farci poco, è vero… ma sulla tua capacità di ragionare è diverso, a mio parere.

    Facciamo tante, troppe cose solo perchè “si fa così” o “lo fanno tutti”… non c’è niente di snobistico in quello che voglio dire, sia chiaro, è solo una constatazione.

    Sinceramente, preferiresti dedicare qualche ora delle tue ferie al viaggio, magari su percorsi meno battuti, o sprecarne altrettante incolonnato su un’autostrada?

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    1. Preferisco prendere un treno o un aereo, sinceramente! Panorami diversi. Forse anche l’età conta in quel caso.

      Ho appena scritto un pezzo per il giornalino locale di cui parlo di quei “bisognerebbe…” e dei “lo fan tutti”. E credo di avere anche una firma abbastanza significativa da questo punto di vista: “Studenti di tutto il mondo, unitevi e pensate!” 🙂

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